libellus naturalis 16.05.2023
Dopo molti mesi sono tornata a passeggiare al Monte, e ne sono felice. Ho finalmente imparato a distinguere i mandorli anche quando non sono in fiore, ed il trucco risiede nelle smagliature rossastre che ne indicano la crescita. è tutto diverso, e mi ricorda come queste siano terre d’estate: il verde che a marzo dominava ogni cosa s’è trasformato in un biondo quasi fatato. Un canto m’incuriosice le orecchie, e scopro, avvicinandomi, un passero. Ha gli stessi colori del fringuello, la cofa striata di un disegno nero su campo bianco ed il collo rosso. Non ha lo stesso canto, sebbene abbia sentito il canto del fringuello spesso in questa zona. Un altro canto che sento oggi è quello del vento, che gonfia le chiome facendole sbuffare e accarezzare tra loro ed insieme riempie le orecchie, con la sua voce ariosa. è un buon canto. Porta via gli aghi di pino secchi e chiari, che alla luce del sole, paiono come tante fate, o tante fiammelle danzanti, prima di sparire tra le erbe secche nei loro regni segreti. Anche gli animali son tutti mutati, ed ora hanno i colori estivi, secchi, cotti, e son svelti: sono arrivate le lucertole e le cavallette.


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