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Lectio Eminens

Il papavero

Come respiri rossastri, dondolano come stanchi occhi, su i campi, i papaveri, gli araldi dell’estate, ed i principi della sonnolenza afosa. Si distendono, il loro ondeggiare quieto come un preannuncio del loro immenso potere. L’estate non può arrivare senza il papavero, che fiorisce a maggio, il suo colore acceso come un chiaro stendardo del terribile sole che arriverà dietro alla sua scia rubea. è impossibile non notare il papavero, tant’è che anche gli dèi più antichi lo hanno sempre considerato nelle loro legioni. Questo manufatto proveniente da Urartu, che fa parte della parte frontale del copricapo del cavallo, ed ora si trova a Karlsruhe , Badisches Landesmuseum, ne è un esempio. Il dio della tempesta (riconoscibile dal fatto che cavalca un toro: è Theispas ) tiene stretti nelle mani due tridenti formati dalla riconoscibile forma di Papaver somniferum , che nella regione di Urartu (ora, l’Anatolia) vengono raccolti quando la stagione delle tempesta ha inizio. Un bell’araldo!...

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